Statuto e Regolamenti - CCIAA DI BRINDISI

Menů di navigazione rapido

Logo della Camera di Commercio di Brindisi

Cartella selezionata

 

 

News correlate:

8/8/2019

Fattura elettronica - Il nuovo portale disponibile dal 10 Settembre (10/9/2019)

Sarà disponibile dal prossimo 10 Settembre il nuovissimo portale per la fatturazione elettronica
http://fatturaelettronica.infocamere.it/
 
Un servizio completo...

Altre news su CCIAA DI BRINDISI

 

6/8/2019

Chiusura Ente camerale lunedì 2 settembre 2019

Si comunica che in occasione delle solennità religiose dei Santi Patroni San Teodoro D'Amasea e San Lorenzo da...

Altre news su CCIAA DI BRINDISI

 

[Stampa]

Statuto e Regolamenti

In questa sezione č possibile avere informazioni su:

- Lo Statuto della CCIAA di Brindisi

Lo Statuto dell' Azienda Speciale ISFORES

- Lo Statuto di PromoBrindisi Azienda Speciale Servizi alle Imprese

Il Regolamento della Consulta provinciale dei liberi professionisti  

- Il Regolamento sull' ordinamento degli Uffici e dei Servizi - Delibera di Consiglio n. 6 del 22.05.2012 modificato con delibera di Consiglio n. 3 del 17/04/2019

- Regolamento recante disciplina per il conferimento di incarichi di collaborazione con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa (in .pdf)

- Il Regolamento della Commissione Bilancio e Programmazione Economica

- Il Regolamento della Commissione Regolazione del Mercato

- Il Regolamento della Commissione Turismo

- Il Regolamento del Comitato Imprenditorialitŕ Femminile

- Il Regolamento della Commissione Porto Areoporto Trasporti e Logistica

- Il Regolamento della Commissione Politiche Agrizootecniche, Pesca, Acquacultura e Produzioni Alimentari

- Il Regolamento della Commissione Internazionalizzazione e Commercio Estero

- Il Regolamento per la definizione dei criteri di determinazione delle sanzioni amministrative tributarie applicabili nei casi di violazioni relative al diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio di Brindisi

- Il Regolamento per la Concessione di Contributi (vigente fino al 17/08/2014)

- Il Regolamento in materia di provvedimenti attributivi di vantaggi economici e di altro genere (art. 12 legge n. 241/1990 s.m.i.) (in vigore dal 18/08/2014) (Allegato A e Modello 1 in PDF/DOC - Tutti gli allegati in PDF - Visualizza la Relazione Previsionale Programmatica)

- Il Regolamento per la ripartizione dell' incentivo economico

- Il Regolamento in materia di procedimento amministrativo, diritto di accesso e semplificazione amministrativa

- Il Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari

- Il Regolamento per il riconoscimento dell'idoneitŕ dei laboratori all'esecuzione della verificazione   periodica degli strumenti di misura

Il Regolamento per l’acquisizione di forniture, servizi e per l’esecuzione di lavori in economia

- Regolamento per il funzionamento dell'albo camerale on line della Camera di Commercio di Brindisi.

-Regolamento Comitato per l'imprenditorialitŕ Sociale e il microcredito” (CISeM)

 

Data di redazione: 12/6/2019

 

[Stampa]

[Stampa]

Lo Statuto della Camera di Commercio di Brindisi

 

Data di redazione: 2/8/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Lo Statuto dell' azienda Speciale Isfores

isfores.jpg (5 Kb)

>> Visualizza lo Statuto di Isfores - in formato .pdf

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Lo Statuto di PromoBrindisi - Azienda Speciale per i Servizi alle Imprese

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Il Regolamento del Comitato Imprenditorialità Femminile

Il regolamento Comitato Imprenditorialitŕ Femminile č stato approvato con Delibera Consiliare n. 8 del 30/3/2004

ARTICOLO 1
OBIETTIVI

Il Comitato per l’Imprenditorialitŕ Femminile persegue prioritariamente gli obiettivi enunciati nel Protocollo d’intesa del 28/02/2003 siglato dal Ministero delle Attivitŕ Produttive e dall’Unioncamere, ed esplica le sue attivitŕ attraverso le modalitŕ e gli strumenti di cui al presente regolamento.

ARTICOLO 2
ORGANI

Il Comitato, nominato dalla Giunta Camerale, č composto da un minimo di 7 ad un massimo di 11 componenti in rappresentanza del Consiglio camerale, nonché delle Associazioni imprenditoriali di categoria e delle Organizzazioni sindacali impegnate nella promozione delle pari opportunitŕ. Il Presidente e il Vice Presidente sono eletti dal Comitato nella prima riunione utile; il Presidente presiede le riunioni ed č sostituito dal Vice Presidente in caso di assenza o di impedimento.

ARTICOLO 3
COMPITI DEL COMITATO

Il Comitato ha il compito di:
a) proporre suggerimenti nell’ambito della programmazione delle attivitŕ camerali, che riguardino lo sviluppo e la qualificazione della presenza delle donne nel mondo dell’ imprenditoria;
b) partecipare all’attivitŕ della Camera proponendo tematiche di genere in relazione allo sviluppo dell’ imprenditoria locale;
c) promuovere indagini conoscitive sulla realtŕ imprenditoriale locale, anche con studi di settore, per individuare le opportunitŕ di accesso e di promozione delle donne nel mondo del lavoro e dell’ imprenditoria in particolare;
d) promuovere iniziative per lo sviluppo dell'Imprenditoria Femminile, anche tramite specifiche attivitŕ di informazione, formazione imprenditoriale e professionale e servizi di assistenza manageriale mirata;
e) attivare iniziative volte a facilitare l’ accesso al credito anche promovendo la stipula delle convenzioni previste nell’ ambito del Progetto per l’accesso delle imprenditrici alle fonti di finanziamento;
f) curare la divulgazione nel territorio delle iniziative e delle attivitŕ di ricerca e studio sullo sviluppo locale promosse dalla Camera di Commercio;
g) proporre iniziative per attivare un sistema di collaborazioni sinergiche con gli enti pubblici e privati che sul territorio svolgono attivitŕ di promozione e sostegno all’ Imprenditoria Femminile;
h) costituire, di volta in volta, gruppi di lavoro, per trattare specifiche tematiche che siano formati almeno da tre componenti.

ARTICOLO 4
MODALITA' DI FUNZIONAMENTO

a) La riunione del Comitato č valida quando sono presenti la metŕ piů uno dei componenti; le decisioni sono assunte a maggioranza dei voti espressi dai presenti;
b) l’ avviso di convocazione, con l’ordine del giorno, deve essere inviato a mezzo posta ordinaria 5 giorni prima della data fissata per la riunione o nei casi di convocazione d’urgenza, nelle 48 ore precedenti oppure per autoconvocazione;
c) ogni componente ha diritto ad un voto e nessun componente puň delegare il proprio voto ad un altro componente;
d) l’assenza ingiustificata di un componente a tre riunioni consecutive č causa di decadenza dal Comitato.

ARTICOLO 5
FUNZIONI E COMPITI DEL PRESIDENTE

Il Presidente del Comitato:
a) ha la sua rappresentanza;
b) ne convoca e presiede le riunioni;
c) ha la facoltŕ di partecipare alle sedute dei gruppi di lavoro;
d) cura l’attuazione delle iniziative;
e) predispone l’ordine del giorno delle sedute del Comitato.

ARTICOLO 6
DOTAZIONE

L’Ente Camerale fornisce i mezzi e il personale necessari al suo funzionamento sulla base del programma annuale elaborato dal Comitato ed approvato dalla Giunta.

ARTICOLO 7
RIMBORSO SPESE

Ai componenti del Comitato inviati in missione, su proposta del Presidente del Comitato ed autorizzati dal Segretario Generale, č riconosciuto il rimborso delle spese documentate secondo i criteri vigenti per i dirigenti dell’Amministrazione Camerale.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Il Regolamento della Commissione Consiliare Porto Aeroporto Trasporti e Logisitica


ARTICOLO 1
DEFINIZIONE

1) Presso la Camera di Commercio di Brindisi č costituita la Commissione Consiliare Permanente Porto Aeroporto Trasporti e Logistica, di seguito denominata Commissione, al fine di garantire l’osservanza dei principi su cui si fonda l’attivitŕ dell’Ente in tema di trasporti e logistica, nel rispetto della normativa comunitaria, statale, regionale e statutaria.
2) La Commissione persegue il raggiungimento prioritario dei propri obiettivi in accordo con quelli prefissati dalla Camera di Commercio, dalle Amministrazioni locali e Statali attraverso una puntuale programmazione.
3) Il presente regolamento, che costituisce un atto fondamentale dell’attivitŕ camerale, estrinseca la potestŕ statutaria della Camera di Commercio, di cui all’articolo 3 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 “Riordinamento delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura”, disciplinando l’attivitŕ della Commissione Consiliare Porto Aeroporto Trasporti e Logistica, istituita ai sensi dell’art. 19 dello statuto camerale.

ARTICOLO 2
SCOPO E FUNZIONI

1) In tema di trasporti e logistica, per lo sviluppo di iniziative e proposte attinenti al sistema portuale, aeroportuale, al settore dei trasporti su gomma, ferro, aria ed acqua, all’innovazione tecnologica, al fine di programmare e promuovere politiche rivolte a creare un ventaglio di servizi logistici in grado di aumentare la competitivitŕ del tessuto produttivo, improntando la propria attivitŕ a criteri di efficacia, efficienza, economicitŕ e trasparenza, la Commissione esercita una funzione di supporto alla Giunta e al Consiglio Camerale in materia di:
a) Studio e proposta di piani organici di sviluppo del settore dei trasporti per favorire la sua competitivitŕ, da sottoporre agli Organismi Camerali;
b) Suggerimenti in relazione al mutamento dei traffici ed alle esigenze degli stessi;
c) individuazione di adeguate politiche di raccordo fra le diverse reti infrastrutturali;
d) incentivazione della promulgazione di pubblicazioni che illustrino i punti di eccellenza del sistema trasportistico brindisino;
e) promozione della formazione imprenditoriale e professionale con particolare riferimento al settore della logistica;
f) approfondimento, discussione e proposta su argomenti oggetto di deliberazioni consiliari in tema di trasporti;
g) formulazione di proposte di argomenti che verranno inclusi nell’ordine del giorno degli Organi deliberanti.
2) Le finalitŕ corrispondono all’esigenza di tradurre in atti concreti gli interessi delle imprese sia quelle che operano nelle varie modalitŕ di trasporto, sia di quelle che si avvalgono dei loro servizi, costruendo cosě un legame piů forte fra il mondo dell’economia e la Camera di Commercio.

ARTICOLO 3
COSTITUZIONE E COMPOSIZIONE

1) La Commissione č un organo collegiale cosě composto:
- dal Presidente della Camera di Commercio, o da un suo delegato;
- da 6 (sei) membri nominati dal Consiglio camerale, nel suo seno, in rappresentanza dei settori economici (di cui quattro in rappresentanza dei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e dell’industria).
2) Il Presidente, o il suo delegato, dirige e coordina l’attivitŕ della Commissione in modo che essa operi nei campi di sua competenza e nel rispetto degli interessi generali della Camera.
3) In caso di impedimento del Presidente a presiedere una riunione, insorto dopo la convocazione della stessa, il Presidente puň delegare un membro della stessa Commissione a presiedere la riunione convocata.
4) Qualora un membro della Commissione sia assente ingiustificato per tre volte consecutive, č dichiarato decaduto e viene sostituito.
5) La Commissione ha facoltŕ di far intervenire, alle proprie riunioni i Consiglieri camerali nonché dirigenti e funzionari dei servizi competenti, esperti e rappresentanti di istituzioni e di categorie professionali direttamente interessati alle problematiche che formano oggetto della discussione.

ARTICOLO 4
SEDUTE

1) La Commissione dura in carica 5 anni, e coincide, comunque, con la durata del Consiglio.
2) La Commissione si riunisce previa convocazione scritta, per posta ordinaria, inviata sette giorni prima. La convocazione contiene l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione, nonché delle materie da trattare. In caso di urgenza, la Commissione viene convocata a mezzo telegramma o fax almeno un giorno prima.
3) La Commissione si riunisce ogni qualvolta lo richieda il Presidente o almeno un quarto del Consiglio camerale, con l’indicazione degli argomenti da trattare.
4) La Commissione puň riconvocarsi durante una riunione per continuare la trattazione degli argomenti in discussione, senza ulteriore avviso di convocazione e senza il rispetto dei tempi di preavviso previsti al comma 2, salvo l’obbligo di avvertire, anche telefonicamente, i membri non presenti alla riunione.
5)  Dopo la sua costituzione, la Commissione definisce il suo piano operativo indicando le linee guida della sua attivitŕ.
6) Per la validitŕ delle sedute č necessario che sia presente la maggioranza dei componenti la Commissione.
7) La Commissione assume i propri orientamenti a maggioranza dei presenti.
8) Le sedute della Commissione non sono pubbliche.
9) Le riunioni delle Commissioni si tengono, di regola, presso la Camera di Commercio, tuttavia, su proposta del Presidente della Commissione, possono anche essere convocate presso istituzioni o enti di competenza della Camera di Commercio.
10) Dello svolgimento di ogni seduta viene redatto un resoconto costituente il verbale della riunione.
11) Le funzioni di Segretario della Commissione sono esercitate da un funzionario camerale di categoria non inferiore alla D, nominato, su proposta del Segretario Generale, dalla Giunta camerale.
12) Ai componenti della Commissione , non residenti nel Comune Capoluogo, spetta il rimborso delle spese di trasferimento nella misura di un quinto del costo di un litro di benzina verde per ogni chilometro percorso (distanza tra il comune di residenza e il comune capoluogo).

ARTICOLO 5
DISPOSIZIONI FINALI

1) Il presente regolamento č pubblicato nell’Albo della Camera di Commercio di Brindisi, per trenta giorni, come previsto dall’art. 66 dello Statuto camerale.
2) Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nell’Albo camerale.
3) Il presente regolamento puň essere sottoposto a revisione su proposta della Giunta o di un terzo dei consiglieri. La modifica č approvata con la maggioranza e con le forme previste dalla legge per l’approvazione dello stesso.
4) Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni normative con esso compatibili.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Regolamento per la Concessione di Contributi

>> Scarica il Regolamento - in formato .pdf

Il Regolamento che stabilisce i Criteri e le Modalitŕ per la concessione di Contributi č stato approvato con delibera di Consiglio camerale n. 14 del 7/11/2012.

ARTICOLO 1
CRITERI GENERALI

1. La Camera di Commercio, a norma dell’art. 2 della legge 580/93 e degli art. 1, 7 e 10 dello statuto camerale, nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza, svolge funzioni di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese promovendone lo sviluppo nel rispetto della normativa comunitaria, statale, regionale e statutaria. Nel perseguimento degli scopi istituzionali, la Camera di Commercio ispira la propria attivitŕ ai principi di collaborazione e di cooperazione con l’Unione Europea, lo Stato, la Regione, la Provincia, con i Comuni e gli altri Enti ed Istituzioni che hanno poteri di intervento nell’economia locale nonché con le organizzazioni rappresentative delle categorie economiche e sociali.

2. In assolvimento di tale funzione la Camera di commercio predispone un programma pluriennale e inserisce annualmente nel proprio bilancio preventivo un programma di interventi per lo sviluppo economico provinciale che si articola nell'attuazione diretta di iniziative promozionali ovvero nel sostegno finanziario di analoghe iniziative svolte a cura di altri soggetti.

3. La Camera di commercio indirizza i propri interventi di sostegno finanziario a favore di iniziative promozionali organizzate da terzi tenendo conto dei seguenti criteri generali:

a) evitare la polverizzazione delle risorse attraverso la concessione di contributi di modesta entitŕ e concen¬trandole verso le iniziative di maggiore rilievo;
b) dare la prioritŕ ad iniziative che si inseriscano in programmi, preferibilmente pluriennali, di sviluppo, rispetto ad iniziative di carattere sporadico ed occasionale;
c) preferire le iniziative che siano impostate in collaborazione con enti pubblici ovvero con le associazioni di categoria, escludendo le iniziative che abbiano interesse interno di associazioni o enti e che non siano aperte alla generalitŕ dei soggetti interessati;
d) privilegiare le iniziative che abbiano incidenza diretta e duratura sul sistema economico provinciale rispetto a quelle che abbiano riflessi indiretti o soltanto temporanei;
e) favorire la rotazione degli operatori fruenti delle agevolazioni;
f) sostenere prioritariamente le iniziative che abbiano lo scopo di fornire servizi di interesse comune degli operatori.

4. I criteri di cui al presente articolo si applicano, oltre che alla concessione di contributi, anche a tutte le altre forme di supporto previste dall’art.12 della legge 7 agosto 1990, n.241.

ARTICOLO 2
INSERIMENTO NEL PROGRAMMA PROMOZIONALE. PUBBLICITA'

1. I singoli provvedimenti di Giunta riguardanti la concessione di contributi dovranno avere come punto di riferimento la relazione previsionale e programmatica del Consiglio - quale aggiornamento per l'anno di riferimento degli indirizzi generali e del programma pluriennale predisposto ai sensi del comma 1, lettera c) dell'articolo 11 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, nella cui impostazione dovranno essere individuati gli obiettivi specifici da perseguire con le azioni di supporto finanziario, tenendo conto delle risorse disponibili, delle esigenze prioritarie di miglio¬ramento strutturale del sistema economico locale e delle sue componenti settoriali; della situazione congiunturale; degli indirizzi della politica economica governativa e di quella regionale.

2. Al programma verrŕ data idonea divulgazione.

ARTICOLO 3
FORMULAZIONE DELLE RICHIESTE DI CONTRIBUTO

1. I soggetti che intendano ottenere contributi, sovvenzioni, ecc., per il sostegno di un’iniziativa interessante ai fini della promozione dell'economia provinciale debbono presentare apposita domanda alla Camera di commercio non oltre trenta giorni prima della data di inizio della medesima.

2. La domanda, sottoscritta dalla persona fisica interessata o dal responsabile dell'organismo promotore dell'iniziativa o dal legale rappresentante in caso di enti o associazioni di categoria deve contenere:

a) se il contributo č richiesto da persona fisica: generalitŕ, residenza, numero di codice fiscale ed eventuale partita IVA del richiedente;
b) se il contributo č richiesto da societŕ, ente o associazione di categoria: esatta denominazione della societŕ, ente o associazione, statuto, eventuale numero di iscrizione al Registro delle imprese, nonché generalitŕ, residenza, numero di codice fiscale ed eventuale partita IVA del legale rappresentante;
c) una esauriente illustrazione dell'iniziativa per la quale si chiede il contributo, nella quale siano messe in evidenza le ripercussioni di interesse generale che puň comportare per l'economia locale;
d) il piano finanziario delle entrate e delle spese previste per l'iniziativa, deliberato, nel caso di enti, dal competente organo amministrativo; detto piano deve essere redatto in forma analitica e deve eviden¬ziare, tra le entrate, i contributi richiesti ad altri enti pubblici e i proventi dell'iniziativa;
e) la misura del contributo richiesto alla Camera di commercio;
f) la disponibilitŕ a fornire tutti gli elementi informativi e di valutazione, nonché la documentazione, che si rendessero necessari in sede di istruttoria sotto pena di inammissibilitŕ del beneficio.

3. Sono inammissibili le domande presentate da soggetti che non siano in regola con il pagamento del diritto annuale.

ARTICOLO 4
ISTRUTTORIA SULLA DOMANDA

Il titolare dell'ufficio competente, al quale viene assegnata dal Segretario Generale la responsabilitŕ dell'istruttoria, accerta la completezza della domanda rispetto agli elementi indicati nel precedente art. 3. Ove sia necessario provvede alla richiesta anche per le vie brevi di elementi informativi e di documentazione integrativa. Qualora non pervenga sollecita e completa risposta, la richiesta viene reiterata per iscritto con la fissazione di un termine di decadenza.

2. Completata l'istruttoria, il responsabile dell’ufficio competente riferisce in merito all’esito dell’istruttoria al Segretario Generale, il quale propone la pratica al Presidente per l’inserimento nell’ordine del giorno della Giunta, che deve deliberare – salvo deroga motivata – prima dell’attuazione dell’iniziativa.

ARTICOLO 5
ADOZIONE DELLA DELIBERAZIONE PER LA CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO

1. La deliberazione deve essere motivata. In particolare la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e giuridici del provvedimento adottato. Pertanto nelle premesse della deliberazione deve in primo luogo essere illustrata, in ordine cronologico, la sequenza dei fatti: data della domanda e suoi contenuti; istruttoria compiuta dagli uffici e risultanze emerse. Deve essere poi valutata l'ammissibilitŕ della richiesta nell'ambito dei compiti istituzionali di promozione dell'economia locale. Infine va verificata l'osservanza dei criteri e delle modalitŕ predeterminati per la concessione di contributi, con particolare riferimento agli obiettivi di promozione economica prefissati nella relazione previsionale e programmatica del Consiglio.

2. Il dispositivo del provvedimento deve indicare:

a) l'importo del contributo, il soggetto beneficiario e la percentuale massima del 50% di spesa effettiva che il contributo stesso non puň in ogni caso superare;
b) la precisazione che la liquidazione del contributo e la sua erogazione sono comunque subordinate alla presentazione del rendiconto analitico e completo delle entrate e delle spese dell'iniziativa nonché all'esi¬bizione dei documenti di cui al successivo art. 6;
c) eventuali ulteriori condizioni alle quali č da intendersi subordinata l'erogazione;
d) eventuale dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal titolare o legale rappresentante nella quale si attesti che i contributi pubblici ottenuti rispettano la normativa sul “de minimis” e sugli aiuti di stato ove applicabile.

3. La Camera puň decidere di intervenire direttamente nella realizzazione di iniziative attraverso l’assunzione di parte dei costi che sarŕ, tuttavia, subordinata alla presentazione di una relazione dettagliata dell’iniziativa realizzata e degli obiettivi conseguiti.

4. Qualora l’istanza di cui al precedente art. 3 sia pervenuta al Segretario generale meno di trenta giorni prima della data prevista per l’iniziativa e la documentazione a corredo abbia comunque consentito all’ufficio competente il completamento dell’istruttoria, la Giunta puň deliberare l’erogazione del contributo con provvedimento adeguatamente motivato.

5. I finanziamenti camerali, nel rispetto delle vigenti normative dell’Unione Europea, sono disposti con provvedimento dirigenziale se gli interventi relativi siano dettagliatamente previsti nel programma di interventi e se il bilancio di previsione finalizzi ad essi apposito stanziamento; diversamente formano oggetto di un provvedimento della Giunta camerale che stabilisca il limite dell’intervento

ARTICOLO 6
EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO. VERIFICA DEI RISULTATI

1. Il Segretario generale o un suo delegato dŕ comunicazione scritta al soggetto interessato dell'intervenuta adozione della deliberazione in ordine al contributo, precisandone, in caso di accoglimento, il contenuto e le condizioni ed invitandolo a trasmettere all'ufficio competente, da precisare nella lettera, entro trenta giorni dalla conclusione dell'iniziativa, la seguente documentazione:

a) una relazione dettagliata sullo svolgimento dell'iniziativa, corredata da idonea documentazione, nella quale siano anche indicati i risultati positivi che ha determinato sul piano della promozione economica della provincia;
b) il rendiconto analitico delle entrate realizzate o comunque accertate e delle spese sostenute;
c) i documenti di spesa in originale o in copia conforme all’originale o in copia vistata per presa visione dell’originale da un funzionario camerale;
d) la documentazione atta a stabilire la natura dell'iniziativa ai fini dell'applicazione delle ritenute fiscali dovute in base alle norme vigenti.

2. Pervenuta la documentazione, dopo averne verificato la completezza e il contenuto, il responsabile dell’area contabile provvede alla liquidazione del contributo ai sensi dell’art.12 del D.M. 23.7.1997, n.287 (e successive integrazioni e modificazioni) recante il “Regolamento concernente la disciplina della gestione patrimoniale e finanziaria delle Camere di commercio”.

3. Qualora non sia data risposta entro il termine di cui al comma 1 del presente articolo, ovvero se la documentazione trasmessa sia incompleta o si renda necessaria la richiesta di chiarimenti, il responsabile dell’ufficio competente provvede a darne comunicazione scritta all'interessato fissando un ulteriore termine di trenta giorni.

4. La mancata risposta dell'interessato, senza giustificato motivo, entro i termini prestabiliti, deve intendersi quale rinuncia al contributo. Pertanto, in tal caso, la pratica viene inoltrata al Segretario generale affinché la proponga per l’inserimento nell’ordine del giorno della Giunta per la revoca della concessione o per la cancellazione dell’eventuale residuo passivo. La pratica č ugualmente portata al riesame della Giunta ove l'iniziativa realizzata si sia discostata parzialmente da quella preventivata o in caso di inosservanza di eventuali direttive di tipo operativo fornite dalla Camera di commercio

ARTICOLO 7
RIGETTO DELL’ISTANZA

1. Qualora l’istruttoria sulla domanda di cui al precedente art.4 abbia esito negativo oppure la Giunta deliberi di non concedere il contributo richiesto, il Segretario generale o un suo delegato dŕ tempestiva comunicazione della decisione all’interessato con comunicazione scritta, fax o ogni altro mezzo ad essi equiparato dalla legge.

ARTICOLO 8
ALTRE DISPOSIZIONI

1. La Camera di commercio puň erogare sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi di qualunque genere a favore di una pluralitŕ generalizzata di soggetti anche a mezzo di procedure concorsuali, disciplinate da appositi bandi deliberati dalla Giunta.

2. La disciplina delle iniziative di cui al comma precedente – finanziate dalla stessa Camera di commercio e/o da altri soggetti pubblici o privati – deve in ogni caso disciplinare i seguenti aspetti:

a) limite di spesa globale entro il quale deve essere mantenuto l’impegno di spesa sul bilancio camerale;
b) specificazione dei criteri per la redazione della graduatoria degli ammessi;
c) apertura dell'iniziativa a tutti i soggetti potenzialmente interessati senza discriminazioni.

3. Alle iniziative di cui al presente articolo verrŕ data adeguata pubblicitŕ con idonee forme di divulgazione

ARTICOLO 9
ALBO DEI BENEFICIARI

1. Alla fine di ciascun anno, ai sensi di quanto disposto dal D.P.R. 7 aprile 2000, n. 118 e s.m.i. - Regolamento recante norme per la disciplina degli albi dei beneficiari di provvidenze di natura economica, a norma dell’art.20, comma8, della L. 15 marzo 1997, n.59 - allo scopo di dare pubblica notizia dell'attivitŕ contributiva annuale dell’Ente, la Camera di Commercio istituisce e pubblica l’albo dei soggetti, ivi comprese le persone fisiche, cui sono stati erogati contributi, sovvenzioni, crediti, sussidi e benefici di natura economica.
2. L’albo č aggiornato annualmente con l’elenco dei beneficiari dei contributi e con l'indicazione delle somme a favore degli stessi erogate.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Regolamento per la ripartizione dell' incentivo economico di cui al comma 5 dell' articolo 92 del dlgs. n. 163 del 12.04.2006

Articolo 1 - Oggetto e scopo del Regolamento

1. Il presente Regolamento disciplina le modalitŕ di costituzione e ripartizione  degli incentivi previsti dall’art. 92, comma 5 del D.Lgs. 12.04.2006 n. 163 “Codice dei Contratti Pubblici relativi a Lavori, Servizi e Forniture”.
2. Ai sensi di quanto previsto dall’art. 3 comma 8 del D.Lgs.163 del 2006, per lavori pubblici si intendono le attivitŕ di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione, restauro e manutenzione di opere.
3.  Ai fini dell’erogazione dell’incentivo di cui al presente regolamento, la progettazione deve in ogni caso consistere nella documentata redazione di elaborati progettuali, cosě come stabilito dall’art. 93 del D.Lgs. 163 del 2006, riferita a lavori di cui sia stato validato ed approvato il progetto anche se non seguito dall’appalto e non accompagnato dalla direzione dei lavori o dal collaudo in corso d’opera.

Articolo 2 - Spesa per l’”incentivo economico” e personale avente diritto.

1. Per le finalitŕ di cui al presente Regolamento, l’incentivo economico rappresentato complessivamente dalla percentuale dell’importo posto a base di gara di un’opera o di un lavoro cosě come determinata dal successivo art. 4, č iscritto direttamente sullo stanziamento previsto per la realizzazione del singolo lavoro ed inserito, con specifica destinazione, nei fondi di incentivazione del personale e della dirigenza, secondo le regole  previste dai rispettivi contratti collettivi nazionali di lavoro e secondo le percentuali di ripartizione previste nel presente regolamento in relazione agli incarichi espletati, fermo restando che, per il personale dirigente, l’incentivazione non č mai conferita ad personam, ma va ad integrare il fondo di retribuzione di risultato del comparto.
2. L’incentivo economico č ripartito, con i criteri di cui ai successivi articoli, tra il responsabile unico del procedimento e i suoi collaboratori che abbiano prestato attivitŕ di supporto alla redazione dei bandi, alle procedure di gara, alla predisposizione di disciplinari per incarichi tecnici, alla garanzia di conformitŕ dei bandi e procedure di gara.
3. L’attribuzione dell’incentivo di cui al presente regolamento non si applica per lavori di importo inferiore a € 30.000,00.

Articolo 3 - Criteri generali di ripartizione dell’incentivo.

1. Dopo l’ approvazione del progetto esecutivo, il Segretario Generale, con proprio provvedimento, determina il compenso incentivante e individua gli aventi diritto, nella misura e con i criteri di cui al presente Regolamento.
2. L’importo dell’incentivo economico assegnato ai soggetti interessati si intende al lordo degli oneri previsti.
3. Le attivitŕ che danno diritto alla percezione del compenso incentivante, ancorché svolte fuori dall’orario d’ufficio, non comportano il pagamento di compensi per prestazioni di lavoro straordinario.

Articolo 4 - Determinazione della somma

1. La somma di cui al comma 5 dell’art. 92 del D.Lgs. 163 del 2006, č definita sull’importo a base di gara dell’opera o del lavoro al netto dell’Imposta sul Valore Aggiunto e compresi gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso.
2. Poiché l’Ente camerale non ha figure professionali interne per l’attuazione delle varie fasi di progettazione, la misura massima del 2% prevista dal comma 5 dell’art. 92 del D.Lgs. 163/2006 é calcolata nell’aliquota dell’1,5%, da applicare all’importo di cui al precedente comma per determinare la somma da corrispondere al personale di cui all’art. 2, comma 2 del presente Regolamento.

Articolo 5 - Percentuali di ripartizione e tempi di corresponsione

1. La somma, determinata con i criteri di cui al precedente articolo, č ripartita tra il personale di cui al comma 2 dell’articolo 2, in base alle seguenti percentuali:

  • responsabile unico del procedimento: 70%
  • incaricati e collaboratori che abbiano prestato attivitŕ di supporto giuridico-amministrativa per l'elaborazione dei capitolati e del bando di gara od altre attivitŕ tecniche connesse, nella misura per ciascuno indicata nel provvedimento di cui all’ultimo comma del presente articolo:  30%   

2. La liquidazione dell’incentivo č effettuata con provvedimento del Segretario Generale,  successivamente all’emissione del certificato di fine lavori.

Articolo 6 - Norme finali e transitorie

1. Il presente Regolamento si applica ai lavori ancora da collaudare alla data della sua entrata in vigore.
2. Il Regolamento entrerŕ in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione nell’Albo Camerale.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Regolamento della Commissione Consiliare Bilancio e Programmazione Economica

ARTICOLO 1
DEFINIZIONE

1) Presso la Camera di Commercio di Brindisi č costituita la Commissione Consiliare Permanente Bilancio e Programmazione Economica, di seguito denominata Commissione, al fine di garantire l’osservanza dei principi su cui si fonda l’attivitŕ dell’Ente in tema di programmazione e bilancio, nel rispetto della normativa comunitaria, statale, regionale e statutaria.

2) La Commissione persegue il raggiungimento prioritario dei propri obiettivi in accordo con quelli prefissati dalla Camera di Commercio, dalle Amministrazioni locali e Statali attraverso una puntale programmazione.

3) Il presente regolamento, che costituisce un atto fondamentale dell’attivitŕ camerale, estrinseca la potestŕ statutaria della Camera di Commercio, di cui all’articolo 3 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 “Riordinamento delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura”, disciplinando l’attivitŕ della Commissione Consiliare Bilancio e Programmazione Economica, istituita ai sensi dell’art. 19 dello statuto camerale.

ARTICOLO 2
SCOPO E FUNZIONI

1) In tema di programmazione e bilancio, improntando la propria attivitŕ a criteri di efficacia, efficienza, economicitŕ e trasparenza, la Commissione esercita una funzione di supporto alla Giunta e al Consiglio Camerale in materia di:
a) formulazione del programma pluriennale di attivitŕ della Camera di Commercio;
b) predisposizione del bilancio preventivo e delle sue variazioni;
c) predisposizione della relazione revisionale e programmatica del Consiglio di cui all’art. 5 del D.P.R. 2/11/2005 N. 254;
d) approfondimento dei risultati finanziari, economici e patrimoniali, conseguiti oggetto della relazione predisposta dalla Giunta ai sensi del comma 1 dell’art. 24 del D.P.R. 2/11/2005 N. 254;
e) approfondimento, discussione e proposta su argomenti oggetto di deliberazioni consiliari in tema di programmazione e bilancio;
f) formulazione di proposte di argomenti che verranno inclusi nell’ordine del giorno degli Organi deliberanti.

ARTICOLO 3
COSTITUZIONE E COMPOSIZIONE

1) La Commissione č un organo collegiale cosě composto:
 - Dal Presidente della Camera di Commercio, o da un consigliere suo delegato, che la coordina;
 - Da 6 (sei) membri nominati dal Consiglio camerale, nel suo seno, in rappresentanza dei settori economici (di cui quattro in rappresentanza dei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e dell’industria).
2) Il Presidente, o il suo delegato, dirige e coordina l’attivitŕ della Commissione in modo che essa operi nei campi di sua competenza e nel rispetto degli interessi generali della Camera.
3) In caso di impedimento del Presidente a presiedere una riunione, insorto dopo la convocazione della stessa, il Presidente puň delegare un membro della stessa Commissione a presiedere la riunione convocata.
4) Qualora un membro della Commissione sia assente ingiustificato per tre volte consecutive, č dichiarato decaduto e viene sostituito.
5) La Commissione ha facoltŕ di far intervenire alle proprie riunioni i Consiglieri camerali nonché dirigenti e funzionari dei servizi competenti, esperti e rappresentanti di istituzioni e di categorie professionali direttamente interessati alle problematiche che formano oggetto della discussione.

ARTICOLO 4
SEDUTE

1) La Commissione dura in carica 5 anni, e coincide, comunque, con la durata del Consiglio.
2) La Commissione si riunisce previa convocazione scritta, inviata sette giorni prima. La convocazione contiene l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione, nonché delle materie da trattare. In caso di urgenza, la Commissione viene convocata a mezzo telegramma almeno un giorno prima.
3) La Commissione si riunisce almeno in 2 sessioni, entro il mese di aprile per la redazione del conto consuntivo ed entro il mese di ottobre per la redazione del bilancio preventivo nonché ogni qualvolta lo richieda il Presidente o almeno un quarto del Consiglio camerale, con l’indicazione degli argomenti da trattare.
4) La Commissione puň riconvocarsi durante una riunione per continuare la trattazione degli argomenti in discussione, senza ulteriore avviso di convocazione e senza il rispetto dei tempi di preavviso previsti al comma 2, salvo l’obbligo di avvertire, anche telefonicamente, i membri non presenti alla riunione.
5) Dopo la sua costituzione, la Commissione definisce il suo piano operativo indicando le linee guida della sua attivitŕ.
6) Per la validitŕ delle sedute č necessario che sia presente la maggioranza dei  componenti la Commissione.
7) La Commissione assume i propri orientamenti a maggioranza dei presenti.
8) Le sedute della Commissione non sono pubbliche.
9) Le riunioni delle Commissioni si tengono, di regola, presso la Camera di Commercio; tuttavia, su proposta del Presidente della Commissione, possono anche essere convocate presso istituzioni o enti di competenza della Camera di Commercio.
10) Dello svolgimento di ogni seduta viene redatto un resoconto costituente il verbale della riunione.
11) Le funzioni di Segretario della Commissione sono esercitate da un funzionario camerale di categoria non inferiore alla D, nominato, su proposta del Segretario Generale, dalla Giunta camerale.
12) Ai componenti della Commissione , non residenti nel Comune Capoluogo, spetta il rimborso delle spese di trasferimento nella misura di un quinto del costo di un litro di benzina verde per ogni chilometro percorso (distanza tra il comune di residenza e il comune capoluogo).

ARTICOLO 5
PROGRAMMAZIONE E BILANCIO

1) Durante le sedute aventi ad oggetto i compiti di cui all’articolo 2 comma 3 lettera a), b), c) del presente regolamento, la Commissione redige un documento che viene trasmesso alla Giunta per il suo esame.

ARTICOLO 6
DISPOSIZIONI FINALI

1) Il presente regolamento č pubblicato nell’Albo della Camera di Commercio di Brindisi, per trenta giorni, come previsto dall’art. 66 dello Statuto camerale.
2) Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nell’Albo camerale.
3) Il presente regolamento puň essere sottoposto a revisione su proposta della Giunta o di un terzo dei consiglieri. La modifica č approvata con la maggioranza e con le forme previste dalla legge per l’approvazione dello stesso.
4) Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni normative con esso compatibili.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Regolamento della Commissione Consiliare
"Regolazione del Mercato ed osservatori economici"

>> Scarica il testo del regolamento in formato .pdf

TITOLO I - PRINCIPI GENERALI

ARTICOLO 1
DEFINIZIONI

1. Nel presente regolamento s'intende per:
a) Consumatore, la persona fisica che acquista o utilizza beni e servizi per scopi non riferibili all'attivitŕ professionale eventualmente svolta.
b) Professionista, la persona fisica o giuridica, pubblica o privata, che nel quadro della sua attivitŕ imprenditoriale o professionale conclude con i consumatori contratti che hanno per oggetto la cessione di beni o la prestazione di servizi.
c) Associazioni consumeristiche, le formazioni sociali che abbiano per scopo statutario esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori.
d) Clausole vessatorie (o abusive), quelle clausole inserite nei contratti che regolano rapporti fra professionisti e consumatori concernenti la cessione di beni e servizi, che danno luogo ad un significativo squilibrio, a sfavore dei consumatori, nei diritti e negli obblighi derivanti dai contratti stessi.
e) Commissione, la Commissione per la regolazione del mercato istituita presso la Camera di Commercio di Brindisi.
f) Camera di Commercio, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Brindisi.

ARTICOLO 2
FINALITA' E OGGETTO DEL REGOLAMENTO

1. Al fine di dare compiuta attuazione alle disposizioni contenute nell'art. 2, n. 4, della legge n. 580/93, concernenti le attivitŕ camerali di regolazione del mercato finalizzate al suo piů efficiente funzionamento, nonché all'art. 7 dello Statuto camerale, č istituita presso la Camera di Commercio una Commissione, avente il compito di esprimere pareri tecnici e di formulare proposte, in una posizione di terzietŕ rispetto agli attori del mercato.

 

TITOLO II - LA COMMISSIONE


ARTICOLO3
COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO

1. La Commissione č un organo collegiale cosě composto:
- dal Presidente della Camera di Commercio, o da un consigliere suo delegato, che la coordina;
- da 6 (sei) membri nominati dal Consiglio camerale, nel suo seno, in rappresentanza dei settori economici (di cui quattro in rappresentanza dei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e dell’industria). La commissione puň essere integrata da un massimo di tre esperti.”
2. E' istituita la Segreteria della Commissione, retta da un Segretario, nominato con delibera della Giunta camerale e scelto fra i dipendenti di categoria C e D del Servizio Tutela del Mercato della Camera di Commercio.
3. Per ogni seduta della Commissione, gli esperti esterni hanno diritto a percepire un gettone di presenza.
4. Per la validitŕ delle riunioni della Commissione č richiesta la presenza della maggioranza dei componenti.
5. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei presenti. A paritŕ di voti prevale il voto del Presidente.
6. La Commissione dura in carica 5 anni e coincide, comunque, con la durata del Consiglio.
7. Ai componenti della Commissione, non residenti nel Comune Capoluogo, spetta il rimborso delle spese di trasferimento nella misura di un quinto del costo di un litro di benzina verde per ogni chilometro percorso (distanza tra il comune di residenza e il comune capoluogo).

ARTICOLO 4
FUNZIONI

1. Le funzioni della Commissione sono le seguenti:
a) esprime parere in via preliminare in materia di vessatorietŕ delle clausole inserite in contratti che regolano rapporti fra professionisti e consumatori concernenti la cessione di beni e servizi, e propone alla Giunta camerale l'esercizio dell'azione inibitoria ex art. 1469 sexies cod. civ.;
b) provvede alla redazione di contratti tipo, e li propone, per l'adozione definitiva, alla Camera di Commercio;
c) esprime parere sulla concessione del marchio di garanzia, di cui all'art. 13, a favore dei professionisti che utilizzino nei rapporti con i consumatori contratti per adesione privi di clausole vessatorie, e rispondenti ai requisiti di correttezza, trasparenza ed equitŕ;
d) propone alla Giunta camerale la costituzione di parte civile della Camera di Commercio nei processi per i delitti contro l'economia pubblica, nonché l'attivazione dei procedimenti ex art. 2601 cod. civ. per la repressione della concorrenza sleale;
e) promuove, in collaborazione con le associazioni di categoria interessate, enti pubblici e associazioni consumeristiche, altre iniziative di regolazione del mercato finalizzate al suo piů trasparente ed efficiente funzionamento;
f) promuove, in qualitŕ di “Osservatori Economici”, un costante ed organico monitoraggio del sistema economico provinciale, un’attivitŕ di raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni economico - statistiche del territorio in considerazione della volontŕ di sostenere e promuovere lo sviluppo dell'economia locale nell'interesse generale delle imprese, in particolare come Osservatorio Economico sul commercio.

TITOLO III
IL PROCEDIMENTO DI VERIFICA SULLA VESSATORIETA' DELLE CLAUSOLE INSERITE NELLE CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO


ARTICOLO 5
ESAME PRELIMINARE DELLA SEGRETERIA

1. La Segreteria dispone d'ufficio o sulla base di eventuali segnalazioni circostanziate provenienti da consumatori, associazioni di consumatori, professionisti, associazioni di professionisti ed enti pubblici, l'esame di contratti fra consumatori e professionisti per accertare la presenza di eventuali clausole vessatorie negli stessi.
2. La Segreteria, in collaborazione con il Servizio Tutela del Mercato, procede all'acquisizione di tutti gli elementi che ritiene utili per l'istruzione del procedimento. Il Segretario, previa sommaria valutazione, trasmette gli atti al Presidente, il quale li sottopone all'esame della Commissione.

ARTICOLO 6
ESAME DELLA COMMISSIONE E ATTIVAZIONE DEL PROCEDIMENTO

1. La Commissione, valutata la rilevanza degli elementi raccolti, delibera l'eventuale avvio della procedura. In questo caso il Segretario invia alle parti interessate, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, la comunicazione di avvio del procedimento, invitandole a presentare memorie, documenti ed eventuali richieste di audizione dinanzi alla Commissione.
2. Nel corso del procedimento la Commissione acquisisce gli ulteriori elementi che ritiene utili per l'istruzione del procedimento.

ARTICOLO 7
ISTRUTTORIA

1. La Commissione, effettuata una approfondita istruttoria anche con l'ausilio di consulenti tecnici esterni, esperite eventuali audizioni delle parti interessate, e, se del caso, sentite le associazioni consumeristiche e le associazioni di categoria interessate, nel termine di 90 gg dal ricevimento della comunicazione di cui all'art. 6 comma 1, emette un parere motivato circa la vessatorietŕ o meno delle clausole contrattuali prese in esame. Il termine sopra indicato puň essere prorogato per una sola volta e per la durata massima di 90 giorni su richiesta motivata di uno o piů membri della Commissione, qualora si presentino particolari esigenze istruttorie.
2. In caso di audizione delle parti interessate, queste sono convocate mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
3. Le parti possono presentarsi personalmente, essere rappresentate o assistite da avvocati o da altra persona di fiducia.
Di ogni audizione č redatto sintetico resoconto.

ARTICOLO 8
MODIFICA DELLE CLAUSOLE VESSATORIE

1. Se la Commissione riconosce la vessatorietŕ delle clausole esaminate, inserisce nel parere motivato proposte di modifica e di riformulazione delle clausole stesse.
2. Il parere, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, č comunicato tempestivamente dal Segretario agli interessati, i quali sono invitati ad uniformarsi entro un congruo termine. Questi ultimi, qualora si uniformino al parere e ne ricorrano gli altri presupposti, possono richiedere e ottenere in concessione dalla Camera di Commercio il marchio di garanzia di cui all'art. 13.
3. La Commissione puň proporre ai competenti organi camerali di rendere pubblici i pareri dalla stessa emessi nell'espletamento della sua attivitŕ, qualora la pubblicitŕ delle decisioni stesse possa contribuire alla tutela dei consumatori e del mercato.

ARTICOLO 9
AZIONE INIBITORIA

1. Qualora, entro il termine indicato nella comunicazione di cui all'articolo precedente, le parti interessate non si uniformino al parere, la Commissione propone tempestivamente alla Giunta camerale l'esperimento dell'azione inibitoria ai sensi dell'art. 1469 sexies cod. civ..

TITOLO IV
LA PREDISPOSIZIONE DI MODELLI CONTRATTUALI


ARTICOLO 10
LE FUNZIONI DELLA CAMERA DI COMMERCIO

1. La Camera di Commercio, ai sensi dell'art. 2, n. 4, lettera b), della legge n. 580/93, predispone e promuove contratti tipo (modelli contrattuali) tra imprese, loro associazioni e associazioni di tutela degli interessi dei consumatori. Tale attivitŕ ha lo scopo di migliorare la produzione contrattuale e di riequilibrare le posizioni giuridiche delle parti, contribuendo ad una maggiore trasparenza ed equitŕ negli scambi commerciali, e in definitiva ad una piů elevata efficienza del sistema economico locale.

ARTICOLO 11
FASI PRELIMINARI

1. La Commissione procede all'individuazione dei settori nei quali č prioritario intervenire, basandosi su segnalazioni e istanze provenienti dalle associazioni di categoria e dalle associazioni consumeristiche e fornire, qualora decida di procedere, i modelli contrattuali.

ARTICOLO 12
CONCERTAZIONE E ADOZIONE DEI MODELLI CONTRATTUALI

1. I modelli contrattuali, una volta predisposti, sono sottoposti alle associazioni di categoria interessate e alle associazioni consumeristiche, le quali possono proporre modifiche o integrazioni adeguatamente motivate, per giungere ad una redazione concertata con tutte le parti in causa.
2. Ultimata la fase della concertazione di cui al comma precedente, i modelli contrattuali sono approvati dalla Commissione e successivamente proposti alla Camera di Commercio per l'adozione finale, effettuata con determinazione del Segretario Generale o del Dirigente competente per materia.
3. I modelli contrattuali adottati dalla Camera di Commercio vengono, a sua cura, riprodotti in appositi moduli, contraddistinti dal marchio di garanzia di cui all'articolo successivo, nonché promossi e diffusi nei rispettivi mercati, anche tramite la stipula di apposite convenzioni con le associazioni consumeristiche e con quelle delle categorie interessate.

TITOLO V
IL MARCHIO DI GARANZIA A TUTELA DEI CONSUMATORI


ARTICOLO 13
REGISTRAZIONE DEL MARCHIO DI GARANZIA

1. La Camera di Commercio provvede a registrare un marchio di garanzia. Il marchio viene concesso in uso non esclusivo a professionisti che, nei rapporti con i consumatori, utilizzino contratti per adesione o moduli contrattuali e attuino una condotta rispondenti a requisiti di correttezza, trasparenza ed equitŕ.

ARTICOLO 14
CONCESSIONE DEL MARCHIO DI GARANZIA

1. La concessione del marchio di garanzia viene disposta con determinazione del Segretario Generale o del Dirigente competente per materia, previa acquisizione del parere favorevole della Commissione, e sentite, se del caso, le associazioni consumeristiche e quelle di categoria coinvolte. La Commissione si esprime sul rilascio del marchio previa verifica dei requisiti di cui all'art.13. La medesima valuta altresě la rispondenza della condotta dell'impresa ai canoni di correttezza, trasparenza, equitŕ e serietŕ professionale. L'accertamento di comportamenti contrari ai requisiti sopra richiamati puň implicare il diniego della concessione del marchio.
2. La concessione si riferisce, in via esclusiva, all'apposizione del marchio di garanzia sui moduli contrattuali contestualmente e con le medesime forme approvati dalla Camera di Commercio. L'istanza per la concessione del marchio di garanzia, da presentarsi in carta libera, deve riportare in allegato i moduli contrattuali da esaminare, e contenere l'impegno del titolare ad apporre il marchio di garanzia esclusivamente sui moduli in questione una volta approvati. La concessione puň essere condizionata a eventuali modifiche ed integrazioni di questi ultimi. Nel provvedimento di concessione, il Segretario Generale o il Dirigente, sentita la Commissione, puň prescrivere regole di condotta a cui il concessionario si deve attenere nei rapporti contrattuali con i consumatori, pena la revoca di cui all'articolo successivo.

ARTICOLO 15
REVOCA DELLA CONCESSIONE

1. La concessione viene revocata, con determinazione del Segretario Generale o del Dirigente competente per materia, qualora il concessionario non rispetti l'impegno di cui all'articolo precedente, ovvero non si uniformi alle eventuali prescrizioni contenute nel provvedimento di concessione.

ARTICOLO 16
REGISTRO DEI CONCESSIONARI

1. La Camera di Commercio tiene un registro dei concessionari del marchio di garanzia, dove viene annotata ogni informazione utile alla gestione del sistema di regolazione di cui al presente titolo.

TITOLO VI
LA REPRESSIONE DELLA CONCORRENZA SLEALE E LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEI GIUDIZI RELATIVI AI DELITTI CONTRO L'ECONOMIA PUBBLICA,L'INDUSTRIA E IL COMMERCIO.


ARTICOLO 17
L'AZIONE DI REPRESSIONE DELLA CONCORRENZA SLEALE.

1. La Camera di Commercio svolge, ai sensi dell'art. 2, n. 5, della legge n. 580/93, un ruolo di garante del corretto funzionamento del mercato e di disincentivazione dei comportamenti qualificabili come atti di concorrenza sleale, potenzialmente produttivi di danno per lo sviluppo dell'economia locale o di suoi settori rilevanti.
2. A tal fine, la Camera di Commercio, su proposta della Commissione, previa deliberazione della Giunta camerale, attiva l'azione di repressione della concorrenza sleale ai sensi dell'art. 2601 cod. civ..
3. Qualunque soggetto portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni e comitati, possono segnalare alla Camera di Commercio atti, fatti e comportamenti di concorrenza sleale che rechino pregiudizio al sistema locale delle imprese e del mercato.

ARTICOLO 18
COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEI GIUDIZI RELATIVI AI DELITTI CONTRO L'ECONOMIA PUBBLICA

1. Ai sensi dell'art. 2, n. 5, della legge n. 580/93, e per perseguire un piů efficiente funzionamento dei mercati locali, la Camera di Commercio, su proposta della Commissione, puň costituirsi parte civile nei giudizi relativi ai delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio, a tutela dell'iniziativa d'impresa, della libertŕ di concorrenza e dei consumatori.

ARTICOLO 19
ATTIVITA' DEGLI OSSERVATORI ECONOMICI PROVINCIALI

Per il conseguimento delle finalitŕ di cui all’art. 4 comma f del presente Regolamento, la Commissione:
- promuove attivitŕ di ricerca e studio, raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni economico-statistiche del territorio per sostenere e promuovere lo sviluppo dell’economia locale nell’interesse generale delle imprese e creare un
punto di osservazione e riferimento per l’imprenditoria tramite un’attivitŕ che non si limiti esclusivamente ad una raccolta e divulgazione dei dati ma crei una base di dati di partenza per le future politiche decisionali delle imprese e degli operatori economici, istituzionali e sociali;
- svolge attivitŕ di osservazione e monitoraggio di fenomeni rilevanti per il sistema delle imprese locali e di particolare delicatezza per lo sviluppo sociale ed economico;
- propone alla Giunta proposte di modifiche normative o indicazione di linee di azione da rivolgere agli organismi decisionali competenti.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Regolamento della Commissione Consiliare Turismo

ARTICOLO 1
DEFINIZIONE

1) Presso la Camera di Commercio di Brindisi č costituita la Commissione Consiliare Permanente Turismo, di seguito denominata Commissione, al fine di garantire l’osservanza dei principi su cui si fonda l’attivitŕ dell’Ente in tema di turismo, nel rispetto della normativa comunitaria, statale, regionale e statutaria.
2) La Commissione persegue il raggiungimento prioritario dei propri obiettivi in accordo con quelli prefissati dalla Camera di Commercio, dalle Amministrazioni locali e Statali attraverso una puntale programmazione.
3) Il presente regolamento, che costituisce un atto fondamentale dell’attivitŕ camerale, estrinseca la potestŕ statutaria della Camera di Commercio, di cui all’articolo 3 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 “Riordinamento delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura”, disciplinando l’attivitŕ della Commissione Consiliare Turismo, istituita ai sensi dell’art. 19 dello Statuto Camerale.

ARTICOLO 2
SCOPO E FUNZIONI

1) In tema di turismo, improntando la propria attivitŕ a criteri di efficacia, efficienza, economicitŕ e trasparenza, la Commissione esercita una funzione di supporto alla Giunta e al Consiglio Camerale in materia di:
a) studio e proposta di piani organici di sviluppo e di promozione del settore del turismo per favorire la sua competitivitŕ, da sottoporre agli Organismi camerali;
b) promozione della formazione imprenditoriale e professionale con riferimento al settore del turismo;
c) approfondimento, discussione e proposta su argomenti oggetto di deliberazioni consiliari in tema di turismo;
d) formulazione di proposte di argomenti che verranno inclusi nell’ordine del giorno degli Organi deliberanti.

ARTICOLO 3
COSTITUZIONE E COMPOSIZIONE

1) La Commissione č un organo collegiale cosě composto:
- dal Presidente della Camera di Commercio, o da un consigliere suo delegato, che la coordina;
- da 6 (sei) membri nominati dal Consiglio camerale, nel suo seno, in rappresentanza dei settori economici (di cui quattro in rappresentanza dei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e dell’industria).
2) Il Presidente, o il suo delegato, dirige e coordina l’attivitŕ della Commissione in modo che essa operi nei campi di sua competenza e nel rispetto degli interessi generali della Camera.
3) In caso di impedimento del Presidente a presiedere una riunione, insorto dopo la convocazione della stessa, il Presidente puň delegare un membro della stessa Commissione a presiedere la riunione convocata.
4) Qualora un membro della Commissione sia assente ingiustificato per tre volte consecutive, č dichiarato decaduto e viene sostituito.
5) La Commissione ha facoltŕ di far intervenire alle proprie riunioni i Consiglieri Camerali nonché dirigenti e funzionari dei servizi competenti, esperti e rappresentanti di istituzioni e di categorie professionali direttamente interessati alle problematiche che formano oggetto della discussione.

ARTICOLO 4
SEDUTE

1) La Commissione dura in carica 5 anni, e coincide, comunque, con la durata del Consiglio.
2) La Commissione si riunisce previa convocazione scritta, inviata sette giorni prima. La convocazione contiene l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione, nonché delle materie da trattare. In caso di urgenza, la Commissione viene convocata a mezzo telegramma almeno un giorno prima.
3) La Commissione si riunisce ogni qualvolta lo richieda il Presidente o almeno un quarto del Consiglio Camerale, con l’indicazione degli argomenti da trattare.
4) La Commissione puň riconvocarsi durante una riunione per continuare la trattazione degli argomenti in discussione, senza ulteriore avviso di convocazione e senza il rispetto dei tempi di preavviso previsti al comma 2, salvo l’obbligo di avvertire, anche telefonicamente, i membri non presenti alla riunione.
5) Dopo la sua costituzione, la Commissione definisce il suo piano operativo indicando le linee guida della sua attivitŕ.
6) Per la validitŕ delle sedute č necessario che sia presente la maggioranza dei componenti la Commissione.
7) La Commissione assume i propri orientamenti a maggioranza dei presenti.
8) Le sedute della Commissione non sono pubbliche.
9) Le riunioni delle Commissioni si tengono, di regola, presso la Camera di Commercio; tuttavia, su proposta del Presidente della Commissione, possono anche essere convocate presso istituzioni o enti di competenza della Camera di Commercio.
10) Dello svolgimento di ogni seduta viene redatto un resoconto costituente il verbale della riunione.
11) Le funzioni di Segretario della Commissione sono esercitate da un funzionario camerale di categoria non inferiore alla D, nominato, su proposta del Segretario Generale, dalla Giunta camerale.
12) Ai componenti della Commissione , non residenti nel Comune Capoluogo, spetta il rimborso delle spese di trasferimento nella misura di quinto del costo di un litro di benzina verde per ogni chilometro percorso (distanza tra il comune di residenza e il comune capoluogo).

ARTICOLO 5
DISPOSIZIONI FINALI

1) Il presente regolamento č pubblicato nell’Albo della Camera di Commercio di Brindisi, per trenta giorni, come previsto dall’art. 66 dello Statuto camerale.
2) Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nell’Albo camerale.
3) Il presente regolamento puň essere sottoposto a revisione su proposta della Giunta o di un terzo dei consiglieri. La modifica č approvata con la maggioranza e con le forme previste dalla legge per l’approvazione dello stesso.
4) Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni normative con esso compatibili.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Regolamento Commissione Consiliare
"Politiche Agrizootecniche, Pesca, Acquacultura e Produzioni Alimentari"

>> Scarica il testo del regolamento in formato .pdf

ARTICOLO 1
DEFINIZIONE

1)Presso la Camera di Commercio di Brindisi č costituita la Commissione Consiliare Permanente Politiche Agrizootecniche, Pesca, Acquacultura e Produzioni Alimentari, di seguito denominata Commissione, al fine di garantire l’osservanza dei principi su cui si fonda l’attivitŕ dell’Ente in tema di politiche agrizootecniche ed alimentari, nel rispetto della normativa comunitaria, statale, regionale e statutaria.

2)La Commissione persegue il raggiungimento prioritario dei propri obiettivi in accordo con quelli prefissati dalla Camera di Commercio, dalle Amministrazioni locali e Statali attraverso una puntale programmazione.

3)Il presente regolamento, che costituisce un atto fondamentale dell’attivitŕ camerale, estrinseca la potestŕ statutaria della Camera di Commercio, di cui all’articolo 3 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 “Riordinamento delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura”, disciplinando l’attivitŕ della Commissione Consiliare Politiche Agrizootecniche, Pesca, Acquacultura e Produzioni Alimentari, istituita ai sensi dell’art. 19 dello statuto camerale.

ARTICOLO 2
SCOPO E FUNZIONI

1)In tema di Politiche Agrizootecniche, Ittiche ed Alimentari, improntando la propria attivitŕ a criteri di efficacia, efficienza, economicitŕ e trasparenza, la Commissione esercita una funzione di supporto alla Giunta e al Consiglio Camerale in materia di:

a)studio e proposta di piani organici di sviluppo e di promozione del settore zootecnico, agricolo, alimentare e la valorizzazione dei prodotti trasformati e derivati (DOC, IGT, DOP);
b)promozione della formazione imprenditoriale e professionale con riferimento al settore zootecnico, agricolo, alimentare e acquacultura e silvicultura;
c)studio per la tutela e la valorizzazione del patrimonio immobiliare rurale (masserie, trulli abbazie e chiese rupestri);
d)studio per il recupero dell’identitŕ socio-culturali e delle tradizioni enogastronomiche delle aree rurali;
e)approfondimento, discussione e proposta su argomenti oggetto di deliberazioni consiliari in tema zootecnico, ittico, agricolo, alimentare e acquacultura e silvicultura;
f)formulazione di proposte di argomenti che verranno inclusi nell’ordine del giorno degli Organi deliberanti.

ARTICOLO 3
COSTITUZIONE E COMPOSIZIONE

1)La Commissione č un organo collegiale cosě composto:

- dal Presidente della Camera di Commercio, o da un consigliere suo delegato, che la coordina nonché da
- 7 (sette) membri nominati dal Consiglio camerale.

2)Il Presidente, o il suo delegato, dirige e coordina l’attivitŕ della Commissione in modo che essa operi nei campi di sua competenza e nel rispetto degli interessi generali della Camera.
3)In caso di impedimento del Presidente a presiedere una riunione, insorto dopo la convocazione della stessa, il Presidente puň delegare un membro della stessa Commissione a presiedere la riunione convocata.
4)Qualora un membro della Commissione sia assente ingiustificato per tre volte consecutive, č dichiarato decaduto e viene sostituito.
5)La Commissione ha facoltŕ di far intervenire alle proprie riunioni i Consiglieri camerali nonché dirigenti e funzionari dei servizi competenti, esperti e rappresentanti di istituzioni e di categorie professionali direttamente interessati alle problematiche che formano oggetto della discussione.
6) La Commissione puň essere integrata da un esperto o un rappresentante di istituzioni e di categorie professionali direttamente interessati alle problematiche.

ARTICOLO 4
SEDUTE

1) La Commissione dura in carica 5 anni, e coincide, comunque, con la durata del Consiglio.
2) La Commissione si riunisce previa convocazione scritta, inviata sette giorni prima. La convocazione contiene l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione, nonché delle materie da trattare. In caso di urgenza, la Commissione viene convocata a mezzo telegramma almeno un giorno prima.
3)La Commissione si riunisce ogni qualvolta lo richieda il Presidente o almeno un quarto del Consiglio camerale, con l’indicazione degli argomenti da trattare.
4)La Commissione puň riconvocarsi durante una riunione per continuare la trattazione degli argomenti in discussione, senza ulteriore avviso di convocazione e senza il rispetto dei tempi di preavviso previsti al comma 2, salvo l’obbligo di avvertire, anche telefonicamente, i membri non presenti alla riunione.
5)Dopo la sua costituzione, la Commissione definisce il suo piano operativo indicando le linee guida della sua attivitŕ.
6)Per la validitŕ delle sedute č necessario che sia presente la maggioranza dei componenti la Commissione.
7)La Commissione assume i propri orientamenti a maggioranza dei presenti.
8)Le sedute della Commissione non sono pubbliche.
9)Le riunioni delle Commissioni si tengono, di regola, presso la Camera di Commercio; tuttavia, su proposta del Presidente della Commissione, possono anche essere convocate presso istituzioni o enti di competenza della Camera di Commercio.
10)Dello svolgimento di ogni seduta viene redatto un resoconto costituente il verbale della riunione.
11)Le funzioni di Segretario della Commissione sono esercitate da un funzionario camerale di categoria non inferiore alla D, nominato, su proposta del Segretario Generale, dalla Giunta camerale.
12)Ai componenti della Commissione , non residenti nel Comune Capoluogo, spetta il rimborso delle spese di trasferimento nella misura di un quinto del costo di un litro di
benzina verde per ogni chilometro percorso (distanza tra il comune di residenza e il comune capoluogo).

ARTICOLO 5
DISPOSIZIONI FINALI

1)Il presente regolamento č pubblicato nell’Albo della Camera di Commercio di Brindisi, per trenta giorni, come previsto dall’art. 66 dello Statuto camerale.
2)Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nell’Albo camerale.
3)Il presente regolamento puň essere sottoposto a revisione su proposta della Giunta o di un terzo dei consiglieri. La modifica č approvata con la maggioranza e con le forme previste dalla legge per l’approvazione dello stesso.
4)Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni normative con esso compatibili.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Regolamento della Commissione Consiliare
"Internazionalizzazione e Commercio Estero"

>> Scarica il testo del regolamento in formato .pdf

ARTICOLO 1
DEFINIZIONE

1. Presso la Camera di Commercio di Brindisi č costituita la Commissione Consiliare Permanente “Internazionalizzazione e Commercio Estero”, di seguito denominata Commissione, al fine di garantire l’osservanza dei principi su cui si fonda l’attivitŕ dell’Ente in tema di internazionalizzazione e commercio estero, nel rispetto della normativa comunitaria, statale, regionale e statutaria.
2. La Commissione persegue il raggiungimento prioritario dei propri obiettivi in accordo con quelli prefissati dalla Camera di Commercio, dalle Amministrazioni locali e Statali attraverso una puntuale programmazione.
3. Il presente regolamento, che costituisce un atto fondamentale dell’attivitŕ camerale, estrinseca la potestŕ statutaria della Camera di Commercio, di cui all’articolo 3 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 “Riordinamento delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura” cosě come modificato dal D.Lgs 15/2/2010 n. 23, disciplinando l’attivitŕ della Commissione Consiliare “Internazionalizzazione e Commercio Estero", istituita ai sensi dell’art. 19 dello statuto camerale.

ARTICOLO 2
SCOPO E FUNZIONI

1. In tema di Internazionalizzazione e Commercio estero, improntando la propria attivitŕ a criteri di efficacia, efficienza, economicitŕ e trasparenza, la Commissione esercita una funzione di supporto alla Giunta e al Consiglio Camerale in materia di:

a. studio e proposta di piani organici di sviluppo e di promozione del settore dell’internazionalizzazione e del commercio estero da sottoporre agli Organismi camerali;
b. promozione della formazione imprenditoriale e professionale con riferimento al settore dell’internazionalizzazione e del commercio estero;
c. approfondimento, discussione e proposta su argomenti oggetto di deliberazioni consiliari in tema di internazionalizzazione e commercio estero;
d. formulazione di proposte di argomenti che verranno inclusi nell’ordine del giorno degli Organi deliberanti.

ARTICOLO 3
COSTITUZIONE E COMPOSIZIONE

1. La Commissione č un organo collegiale cosě composto:

- dal Presidente della Camera di Commercio, o da un consigliere suo delegato, che la coordina nonché da 6 (sei) membri nominati dal Consiglio camerale.

2. Il Presidente, o il suo delegato, dirige e coordina l’attivitŕ della Commissione in modo che essa operi nei campi di sua competenza e nel rispetto degli interessi generali della Camera.
3. In caso di impedimento del Presidente a presiedere una riunione, insorto dopo la convocazione della stessa, il Presidente puň delegare un membro della stessa Commissione a presiedere la riunione convocata.
4. Qualora un membro della Commissione sia assente ingiustificato per tre volte consecutive, č dichiarato decaduto e viene sostituito.
5. La Commissione ha facoltŕ di far intervenire alle proprie riunioni i Consiglieri camerali nonché dirigenti e funzionari dei servizi competenti, esperti e rappresentanti di istituzioni e di categorie professionali direttamente interessati alle problematiche che formano oggetto della discussione.

ARTICOLO 4
SEDUTE

1. La Commissione dura in carica 5 anni, e coincide, comunque, con la durata del Consiglio.
2. La Commissione si riunisce previa convocazione scritta o PEC, inviata sette giorni prima. La convocazione contiene l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione, nonché delle materie da trattare. In caso di urgenza, la Commissione viene convocata a mezzo PEC almeno un giorno prima.
3. La Commissione si riunisce ogni qualvolta lo richieda il Presidente o almeno un quarto del Consiglio camerale, con l’indicazione degli argomenti da trattare.
4. La Commissione puň riconvocarsi durante una riunione per continuare la trattazione degli argomenti in discussione, senza ulteriore avviso di convocazione e senza il rispetto dei tempi di preavviso previsti al comma 2, salvo l’obbligo di avvertire, anche telefonicamente, i membri non presenti alla riunione.
5. Dopo la sua costituzione, la Commissione definisce il suo piano operativo indicando le linee guida della sua attivitŕ.
6. Per la validitŕ delle sedute č necessario che sia presente la maggioranza dei componenti la Commissione.
7. La Commissione assume i propri orientamenti a maggioranza dei presenti.
8. Le sedute della Commissione non sono pubbliche.
9. Le riunioni delle Commissioni si tengono, di regola, presso la Camera di Commercio; tuttavia, su proposta del Presidente della Commissione, possono anche essere convocate presso istituzioni o enti del sistema camerale.
10. Dello svolgimento di ogni seduta viene redatto un resoconto costituente il verbale della riunione.
11. Le funzioni di Segretario della Commissione sono esercitate da un funzionario camerale di categoria non inferiore alla D, nominato, su proposta del Segretario Generale, dalla Giunta camerale.

ARTICOLO 5
DISPOSIZIONI FINALI

1. Il presente regolamento č pubblicato nell’Albo della Camera di Commercio di Brindisi, per trenta giorni, come previsto dall’art. 66 dello Statuto camerale.
2. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nell’Albo camerale.
3. Il presente regolamento puň essere sottoposto a revisione su proposta della Giunta o di un terzo dei consiglieri. La modifica č approvata con la maggioranza e con le forme previste dalla legge per l’approvazione dello stesso.
4. Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni normative con esso compatibili.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]

[Stampa]

Regolamento per la definizione dei criteri di determinazione delle sanzioni amministrative tributarie applicabili nei casi di violazioni relative al diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio di Brindisi

(approvato con delibera del Consiglio n. 16 del 13/12/2005
e successivamente modificato con delibera n. 7 del 22/06/2006 e delibera n. 3 del 30/04/2013)

>> Scarica il testo del regolamento in formato .pdf

Articolo 1
Oggetto

1. Il presente Regolamento disciplina i procedimenti di applicazione delle disposizioni sulle sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie in materia di diritto annuale della Camera di Commercio ndustria artigianato e agricoltura di Brindisi (di seguito brevemente denominata “Camera di commercio”), nel rispetto dell’art. 18, comma 3, della Legge 29.12.1993, n. 580 e successive modifiche ed integrazioni, delle disposizioni del Decreto legislativo 18/12/1997 n. 472 e successive modifiche ed integrazioni e del decreto del Ministero delle Attività Produttive 27 gennaio 2005 n. 54 nonché delle disposizioni del Ministero dell’economia e delle finanze e dell’Agenzia delle Entrate in quanto compatibili.

Articolo 2
Violazioni sanzionabili

1. Le sanzioni amministrative di cui al presente Regolamento si applicano ai casi di tardivo od omesso versamento del diritto annuale rispetto ai termini di pagamento di cui all’art. 8 del decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato 11 maggio 2001, n. 359 e successive modifiche ed integrazioni (di seguito brevemente denominati “termini di scadenza”). I termini di scadenza si distinguono in:
1) termine ordinario: termine di versamento previsto per il pagamento del I acconto delle imposte sui redditi, o per le imprese e/o unitĂ  locali o sedi secondarie di nuova iscrizione entro trenta giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione e/o di annotazione;
2) termine prorogato: termine per il versamento del tributo e della maggiorazione dell’interesse corrispettivo vigente (0,40%), nei 30 giorni successivi alla scadenza del termine ordinario, di cui possono avvalersi esclusivamente le imprese iscritte al 1° gennaio dell’anno in corso.

2. Per tardivo si intende il versamento effettuato, per l’intero importo del diritto dovuto, con un ritardo non superiore ai trenta giorni rispetto al termine ordinario.
3. Per omesso versamento si intende a) il versamento eseguito con un ritardo superiore a quello previsto al comma 2; b) i versamenti effettuati in modo parziale o non eseguiti totalmente.

Articolo 3
Violazioni non sanzionabili ed estinzione di crediti tributari di modesto ammontare

Non è sanzionabile l’errato versamento di quanto dovuto a favore di altra Camera di commercio incompetente per territorio, qualora il versamento sia stato eseguito entro i termini di scadenza.

  • Qualora la Camera di commercio accerti un versamento eseguito a camera di commercio incompetente per territorio effettuato oltre i termini di scadenza, procede a richiedere il riversamento alla Camera di commercio interessata e ad avviare la procedura sanzionatoria nei confronti dell’impresa.

3. Analogamente qualora la Camera accerti un versamento eseguito a camera di commercio incompetente per territorio effettuato, per importo inferiore al dovuto, procede a richiedere il riversamento alla Camera di commercio interessata e ad avviare la procedura sanzionatoria nei confronti dell’impresa.
4. A decorrere dal 1° luglio 2012, non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti , relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi per ciascun credito, l’importo di € 30,00, con riferimento ad ogni periodo di imposta. Tale disposizione di cui all’art. 3 comma 10 del D.L. n.16/2012 convertito in L. n.44/2012 non si applica qualora il credito derivi da ripetuta violazione degli obblighi di versamento relativi ad un medesimo tributo”.

5. In tali casi si procederà comunque alla inibizione della certificazione ai sensi e per gli effetti dell’art. 24 comma 35 della legge n. 449/97.

Articolo 4
Tutela dell’affidamento e della buona fede. Errori del contribuente

1. I rapporti tra contribuente e Camera di commercio sono improntati al principio della
collaborazione e della buona fede.
2. Non sono irrogate sanzioni, né applicati interessi, nel caso in cui il contribuente si sia conformato ad indicazioni contenute in atti della Camera di commercio, ancorché successivamente modificati, ovvero quando la violazione si traduca in una mera inadempienza formale senza alcun debito di imposta.

Articolo 5
Competenza all’irrogazione della sanzione

1. Le sanzioni amministrative di cui al presente Regolamento sono irrogate dal Segretario generale della Camera di commercio.
2. Il Segretario generale può individuare uno o più dipendenti camerali cui delegare le funzioni di cui al precedente comma 1.

Articolo 6
Rinuncia all’avvio della procedura sanzionatoria

1. Il Segretario generale, o suoi delegati, a seguito della valutazione operata dall’Ufficio del Registro delle Imprese, considera se avviare o meno il procedimento sanzionatorio per le annualità del diritto dovute a decorrere dalla data di avvio del procedimento di cancellazione, ai sensi del DPR 247/2004 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Analoga procedura trova applicazione per le annualitĂ  di diritto annuale dovute per le societĂ  di capitali e cooperative, giusta quanto previsto dal vigente Codice civile.
3. Tali valutazioni formeranno cumulativamente oggetto di apposita determinazione del Segretario generale da comunicarsi al Collegio dei Revisori dei conti ai sensi del DPR 247/2004 e successive modifiche ed integrazioni.

Articolo 7
Criteri di determinazione della sanzione

1. Nella determinazione dell’ammontare della sanzione si tiene conto delle prescrizioni di cui agli articoli 3, 4 e 5 del decreto n. 54/2005, dei criteri di determinazione della sanzione previsti dall’articolo 7 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 e successive modifiche ed integrazioni e delle direttive impartite in materia dal Ministero delle attività produttive.
2. Nei casi di tardivo versamento si applica una sanzione del 10% dell’importo dovuto.
3. Nei casi di omesso versamento si applica la sanzione del 30% sul diritto dovuto da maggiorare in relazione agli elementi di valutazione di cui ai successivi art. 8 e 9.
4. Nei casi di versamento effettuato solo in parte nel termine di scadenza ordinario così come definito all’art. 2 comma 1 del presente Regolamento, si applica la sanzione del 30% sul diritto dovuto e non versato, con le maggiorazioni di cui agli articoli 8 e 9.
5. Nei casi di versamento effettuato solo in parte oltre il termine di scadenza ordinario ed entro il termine prorogato con contestuale pagamento dell’interesse corrispettivo vigente, si applica la sanzione del 30% sull’importo del diritto non versato, con le maggiorazioni e/o le riduzioni di cui ai successivi art. 8, 9 e 10.
6. Negli ulteriori casi di versamento effettuato solo in parte, si applica la sanzione del 30% sull’intero importo del diritto dovuto, con le maggiorazioni e/o le riduzioni di cui ai successivi art. 8, 9 e 10 limitatamente all’importo del diritto dovuto e non versato.

Articolo 8
Incremento della sanzione per gravitĂ  della violazione

1. La gravitĂ  della violazione va commisurata al danno finanziario subito dalla Camera di
commercio. La sanzione del 30% va incrementata, in proporzione al diritto omesso, fino ad una percentuale massima del 50%, secondo la tabella qui di seguito riportata:

Danno Finanziario per la
CCIAA

GravitĂ  Violazione ex co.
3, art. 4 Decreto 27
gennaio 2005,n. 54
Co.1,2– art. 7 D.Lgs. 472-
97

Fino a 100 euro

0%

da 101 a 500 euro

10%

da 501 a 1.000 euro

20%

da 1.001 a 5.000 euro

30%

da 5.001 a 20.000 euro

40%

da 20.001 a 77.500 euro

50%

Articolo 9
Incremento della sanzione per la personalitĂ  del trasgressore e per sue precedenti violazioni

1. La Camera di commercio, nei casi di violazioni sanzionabili, considera ai fini della valutazione della personalitĂ  del trasgressore anche le eventuali precedenti violazioni non sanzionabili commesse dallo stesso soggetto nel quinquennio precedente.
2. La personalità del trasgressore è desunta dalle sue precedenti violazioni in materia di diritto annuale. La sanzione del 30% è incrementata di una ulteriore percentuale del 5% in proporzione al diritto omesso qualora il trasgressore abbia già commesso una violazione nei cinque anni precedenti e della percentuale del 15% nel caso il trasgressore abbia già commesso più di una violazione nel corso del quinquennio precedente.
3. Il quinquennio di cui ai precedenti commi 1 e 2 del presente articolo decorre dall’anno 2001.

Articolo 10
Riduzione della sanzione per l’opera riparatrice e per le condizioni economico-sociali del trasgressore

1. In caso di omesso versamento e sempre che la Camera di commercio non abbia ancora avviato il procedimento di irrogazione della sanzione ai sensi dell’articolo 8 del decreto n. 54/05 la sanzione è ridotta di una percentuale, in proporzione al diritto versato, pari:
1) al 20 %, nel caso in cui il trasgressore esegua spontaneamente il pagamento del solo diritto entro il termine di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b), del regolamento n. 54/2005,
2) al 10% nel caso in cui il trasgressore esegua spontaneamente il pagamento del solo diritto oltre il termine di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b), del regolamento n. 54/2005.
2. La sanzione è ridotta di una percentuale massima del 40% in proporzione al diritto versato, qualora il trasgressore dimostri di essere in condizioni economico sociali disagiate a seguito di eventi non dipendenti dalla propria volontà (quali malattia protrattasi per periodi prolungati, invalidità accertata dai competenti organismi o altri eventi di carattere eccezionale che abbiano impedito il normale svolgimento dell’attività) ufficialmente accertate dai competenti organismi pubblici.
3. La sanzione ridotta ai sensi dei commi precedenti, non può comunque essere inferiore alle misure minime stabilite dall’art. 7 del presente Regolamento.
4. Le riduzioni di cui al presente articolo non si applicano per l’anno 2001.
5. Le riduzioni di cui ai commi precedenti si determinano esclusivamente sulla quota di diritto versato.

Articolo 11
Incremento della sanzione per recidiva

1. La sanzione complessiva determinata ai sensi degli articoli 7, 8, 9 e 10 può essere aumentata fino alla metà ( 50 %) nei confronti di chi, nei tre anni precedenti, sia incorso in altra violazione della stessa indole non definita ai sensi dell’articolo 6 del decreto n. 54/2005 (Ravvedimento operoso) secondo il seguente criterio:
a) + 15 % nel caso di una violazione compiuta nel triennio precedente;
b) + 30% nel caso di due violazioni compiute nel triennio precedente;
c) + 50% nel caso di tre o piĂą violazioni compiute nel triennio precedente;
2. L’omesso e il tardivo pagamento del diritto sono considerate violazioni della stessa indole.

Articolo 12
Violazioni continuate

1. Nel rispetto di quanto previsto all’articolo 5, comma 2 del regolamento n. 54/2005 e all’articolo 12, comma 5 del decreto legislativo n. 472/1997 e successive modifiche ed integrazioni, la Camera di commercio applica – per le violazioni di tardivo e omesso versamento commesse in annualità diverse – alla sanzione base più elevata, tra quelle determinate per le singole annualità ai sensi dei precedenti articoli 7, 8, 9, 10 e 11, l’aumento dalla metà al triplo. La sanzione base così definita diventa sanzione unica.
2. La sanzione base piĂą elevata viene aumentata in misura diversa, a seconda del numero delle violazioni compiute nel periodo oggetto di accertamento, secondo il seguente schema:
·  in misura pari al 50 % se le violazioni riguardano due annualità,
·  in misura pari al 100 % se le violazioni riguardano tre annualità,
·  in misura pari al 200 % se le violazioni riguardano quattro annualità,
·  in misura pari al 300% se le violazioni riguardano più di quattro annualità.
3. Se la Camera di commercio non contesta tutte le violazioni o non irroga la sanzione contemporaneamente rispetto a tutte, quando in seguito vi provvede determina la sanzione complessiva tenendo conto delle violazioni oggetto dei precedenti provvedimenti.
4. La sanzione determinata nei casi di continuazione non può comunque essere superiore a quella risultante dal cumulo delle sanzioni previste per le singole violazioni.
5. La continuazione viene interrotta dalla constatazione formale della violazione, tramite la notifica di un atto di contestazione, di un atto di irrogazione immediata o di una cartella di pagamento.

Articolo 13
Ravvedimento

1. Qualora la violazione non sia stata già constatata, ai sensi dell’articolo 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997 e successive modifiche e integrazioni, la sanzione è ridotta al:
a) 3,75% (1/8 della sanzione fissata al 30%) se il pagamento viene eseguito entro trenta giorni dalla scadenza del termine ordinario di versamento;
b) 6% (1/5 della sanzione fissata al 30%) se il pagamento viene eseguito entro un anno dal termine ordinario di versamento;
2. Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del diritto annuale o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori commisurati su tale diritto calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera a partire dal giorno successivo alla scadenza del termine ordinario sino a quello in cui viene effettivamente eseguito il pagamento del diritto.
3. Nei casi di tardivo versamento del diritto annuale il ravvedimento si perfeziona entro gli stessi termini di cui al comma 1 con il pagamento della sanzione ridotta contestualmente al pagamento degli interessi moratori commisurati al diritto e calcolati al tasso legale, con maturazione giornaliera, a partire dal giorno successivo a quello di scadenza del termine ordinario sino a quello in cui il versamento è stato eseguito.
4. Se non vengono rispettate le condizioni di cui ai commi 2 e 3, il soggetto decade dal beneficio della riduzione della sanzione. Lo stesso avviene quando il soggetto non paga gli importi dovuti nel loro esatto ammontare o effettua il pagamento oltre i termini di cui al comma 1. In tale ipotesi la Camera di commercio procede all’irrogazione della sanzione, determinata ai sensi del presente Regolamento, secondo una delle modalità stabilite nel successivo art. 14, al fine di recuperare gli importi ancora dovuti per sanzioni e interessi, quando gli stessi siano superiori all’importo definito dall’art. 3 comma 4 del presente Regolamento.

Articolo 14
ModalitĂ  di irrogazione delle sanzioni

1. Le sanzioni per omesso o tardivo versamento del diritto annuale possono essere irrogate con una delle seguenti procedure:
a) atto di contestazione di cui all’articolo 16 del D. Lgs. n. 472/1997 e successive modifiche e integrazioni;
b) atto contestuale di accertamento ed irrogazione delle sanzioni di cui all’articolo 17, comma 1, del D. Lgs. n. 472/1997 e successive modifiche e integrazioni;
c) iscrizione “diretta” a ruolo senza preventiva contestazione, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, del D. Lgs. n. 472/1997 e successive modifiche e integrazioni.
2. L’atto di contestazione, l’atto di irrogazione e/o la cartella esattoriale, completa dell’indicazione delle eventuali somme dovute a titolo di tributo e interessi da versare sono notificati all’impresa e/o ai suoi legali rappresentanti.
3. Nel caso di irrogazione della sanzione con una delle procedure di cui al comma 1 lettera a) e b) del presente Regolamento trascorsi i termini per la proposizione del ricorso - di cui all’art. 18 del presente Regolamento – qualora il contribuente non abbia eseguito il versamento di quanto richiesto e non abbia presentato ricorso la Camera di commercio procederà alla riscossione coattiva degli importi dovuti ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 46/99 e successive modifiche ed integrazioni o alla cartolarizzazione dei crediti vantati ai sensi dell’art. 76 della legge 21.11.2000, n. 342.

Articolo 15
Riscossione della sanzione

1. La sanzione amministrativa, gli interessi e il diritto dovuto sono riscossi con modello F24, salvo il caso di iscrizione a ruolo di cui al precedente articolo 14, comma 1, lettera c) e comma 3.
2. Gli interessi sono commisurati al diritto dovuto, calcolati al tasso legale e maturano dal giorno successivo a quello di scadenza del termine ordinario sino a quello in cui viene effettivamente eseguito il pagamento del diritto, ovvero alla data di consegna al concessionario dei ruoli, o alla data di emissione dell’atto di contestazione o di irrogazione.
3. Le somme dovute a titolo di sanzione non producono interessi.
4. Le spese per la notifica degli atti impositivi e degli atti di contestazione e di irrogazione delle sanzioni sono a carico del destinatario dell’atto notificato.

Articolo 16
Rateazione del pagamento

1. La Camera di commercio può concedere, su richiesta dell’interessato, la rateazione del
pagamento di quanto dovuto per diritto annuale, sanzione ed interessi, in un numero massimo di dieci rate mensili, con possibilità di estinzione del debito in un’unica soluzione in ogni momento.
2. La rateazione può essere richiesta da coloro che si trovano in condizioni di temporanea situazione di obiettiva difficoltà e per importi minimi non inferiori a 1.000,00 euro. Tali condizioni devono essere dimostrate dal richiedente anche attraverso dichiarazione resa sotto la propria diretta responsabilità, ai sensi dell’art. 45 del DPR 445/2000 e successive modifiche ed integrazioni.
3. In caso di iscrizione a ruolo in applicazione dell’art. 14 del presente Regolamento la richiesta di rateazione deve essere presentata, a pena di decadenza, prima dell’inizio della procedura esecutiva.
4. La Camera di commercio una volta in possesso della documentazione completa, necessaria per la valutazione e accettazione dell’istanza di rateazione, adotta apposito provvedimento, e comunica all'interessato, ed eventualmente al Concessionario del servizio di riscossione dei tributi, l’esito della richiesta precisando le condizioni e le modalità di esecuzione della rateazione concessa.
5. Le somme oggetto di dilazione di pagamento sono gravate da interessi nella misura fissata dall’art. 21 comma 1 del D.P.R. 602/73 e successive modifiche ed integrazioni.
6. Il mancato pagamento anche di una sola rata provoca la perdita del beneficio ed il debitore deve provvedere al versamento del debito residuo, comprensivo degli interessi maturati, entro trenta giorni dalla scadenza della rata non adempiuta. Scaduto detto termine la Camera di commercio provvede al recupero delle somme ancora dovute.

Articolo 17
Autotutela

1. Il Segretario Generale o un suo delegato può procedere, d’ufficio o su istanza di parte, anche in pendenza di giudizio o in caso di non impugnabilità, all’annullamento totale o parziale degli atti sanzionatori illegittimi o infondati; il potere di autotutela è, tra l’altro, esercitato per i seguenti motivi:
a) errore di persona;
b) evidente errore logico o di calcolo;
c) doppia imposizione;
d) mancata attribuzione dei pagamenti del diritto annuale regolarmente eseguiti;
e) errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile dalla Camera di commercio.
2. Il potere di annullamento non può essere esercitato per motivi sui quali sia intervenuta sentenza passata in giudicato favorevole alla Camera di commercio.
3. Gli atti sanzionatori indicano le modalità di presentazione di memorie volte ad ottenere il riesame in sede di autotutela. Le istanze di autotutela presentate dai contribuenti sono motivate e ad esse sono allegate copie dei documenti comprovanti i presupposti per i quali si chiede l’annullamento totale o parziale degli atti emessi dalla Camera di commercio.
4. La presentazione di istanze di riesame in sede di autotutela non interrompe né sospende i termini per la proposizione del ricorso di fronte alla competente Commissione Tributaria, ed è comunque possibile anche decorso il termine medesimo.
5. La Camera di commercio comunica al contribuente l’accoglimento, totale o parziale, o il rigetto dell’istanza di autotutela. In caso di annullamento totale o parziale dell’atto, o della cartella, analoga comunicazione viene effettuata in caso di ruolo al Concessionario incaricato della riscossione e, in pendenza di contenzioso, alla competente Commissione Tributaria, per la dichiarazione di cessata materia del contendere.

Articolo 18
Strumenti difensivi e tutela giurisdizionale

1. Il contribuente che ha ricevuto l’atto di contestazione di cui al precedente articolo 14, comma 1, lettera a) può, entro e non oltre il termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto alternativamente:
a. presentare deduzioni difensive alla Camera di commercio. Il Segretario Generale o suo delegato può accogliere le deduzioni dell’interessato; in caso di non accoglimento emette l’atto motivato di irrogazione delle sanzioni, avverso il quale è ammesso ricorso entro 60 giorni dalla notifica dello stesso presso la competente Commissione Tributaria;
b. presentare ricorso presso la competente Commissione Tributaria avverso l’atto. In tale ipotesi, l’atto di contestazione, si considera, a seguito del ricorso, atto di irrogazione delle sanzioni. In caso di inerzia del contribuente, trascorso il termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto di contestazione, quest’ultimo si considera atto di irrogazione, impugnabile nei successivi 60 giorni presso la competente Commissione Tributaria.
2. Il contribuente che ha ricevuto l’atto contestuale di accertamento e di irrogazione delle sanzioni di cui al precedente articolo 14, comma 1, lettera b) può, entro 60 giorni dalla notifica presentare ricorso presso la competente Commissione Tributaria.
3. Il contribuente che ha ricevuto la cartella esattoriale di cui al precedente articolo 14, comma 1, lettera c) oppure del comma 3 del medesimo articolo può, entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, presentare ricorso presso la competente Commissione Tributaria.
4. Nei casi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo il contribuente può comunque presentare istanza alla Camera di commercio al fine di ottenerne l’eventuale annullamento totale o parziale in sede di autotutela. La presentazione di detta istanza, giusto quanto indicato nell’art. 17 del presente Regolamento, non interrompe né sospende i termini per la proposizione del ricorso alla competente Commissione Tributaria.
5. Il termine per la presentazione del ricorso alla competente Commissione Tributaria è soggetto a sospensione nel periodo feriale di cui all’articolo 1, della legge 7 ottobre 1969, n. 742.

Articolo 19
Decadenza e prescrizione

1. L’atto di contestazione ovvero l’atto di irrogazione, di cui al precedente articolo 14, comma 1, lettere a) e b), devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione.
2. Entro lo stesso termine di cui al comma 1 deve essere notificata al contribuente, a cura del Concessionario del servizio di riscossione dei tributi, la cartella esattoriale emessa ai sensi del precedente art. 14 comma 1 lettera c).
3. Il diritto alla riscossione della sanzione si prescrive nel termine di cinque anni dalla data di notifica dell’atto di irrogazione di cui all’art. 14 lett. a, b, c. L’impugnazione del provvedimento di contestazione ovvero di irrogazione interrompe la prescrizione.
4. La Camera di commercio, quando vi è fondato pericolo per la riscossione, iscrive a ruolo con ruoli straordinari ai sensi della vigente normativa.

Articolo 20
Norma transitoria e finale

1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano, oltre che alle violazioni commesse successivamente all’entrata in vigore della Legge 12/12/2002, n. 273, anche alle violazioni commesse precedentemente all’entrata in vigore della suddetta legge, limitatamente agli anni 2001 e 2002, nel rispetto dell’art. 3, comma 3 del D.Lgs 472/97 e s.m.i. (favor rei), sempre che tali violazioni non siano già state definite e regolarizzate dall’ufficio competente prima dell’entrata in vigore del presente Regolamento.
2. In applicazione del principio del favor rei, le violazioni di cui all’art. 2 comma 3 del presente Regolamento, relative al diritto annuale degli anni 2001 e 2002, sono sanzionate nella misura del 10% del diritto annuale dovuto e non versato, o versato oltre la scadenza, applicando le maggiorazioni e riduzioni di cui agli art. 8 per l’anno 2001 e 8, 9, 10 nonché l’art. 12 del presente Regolamento per l’anno 2002.
3. Le disposizioni di cui al precedente articolo 11 “Incremento della sanzione per recidiva” non si applicano alle annualità anteriori all’entrata in vigore del presente Regolamento.

Articolo 21
Rinvio ed entrata in vigore

1. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente Regolamento, si applicano le disposizioni contenute nel Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 27/01/2005 n. 54 e nel Decreto Legislativo 18/12/1997 n. 472 e successive modifiche ed integrazioni, nonché delle disposizioni del Ministero dell’economia e delle finanze e dell’Agenzia delle Entrate in quanto compatibili.
2. Il presente Regolamento entra in vigore il 30° giorno dalla sua pubblicazione all’Albo camerale.
3. Il presente regolamento sarĂ  pubblicato sul sito Internet della Camera di commercio di Brindisi.

 

Data di redazione: 25/7/2013

 

[Stampa]